Intervista con Marco Visinoni, autore di Apocalypse Wow / Nove ballate per l‘ultim‘ora

"Ho voluto sperimentare UniBook perchè mi dà l‘opportunità di curare il volume in ogni suo aspetto, come se realizzassi un quadro."
Marco Visinoni, autore di Apocalypse Wow, Nove ballate per l‘ultim‘ora
Apocalypse Wow, Nove ballate per l‘ultim‘ora. Dopo un romanzo, nove storie brevi. Ce ne parli?
Apocalypse Wow raccoglie nove storie intrecciate dal filo conduttore della Fine. Fine non solo come morte, ma come ora decisiva per vivere o crollare, termine delle certezze perchè un ordine nuovo le ha sbaragliate, abbandono a una sorte che ti trascina a fondo come braccia emerse da una pozzanghera. Mi piace parlare di qualcuno che si trova alle prese con l‘ultim‘ora, quella in cui puoi dare il meglio o il peggio di te, lottare o abbandonarti al destino. In Apocalypse Wow c‘è chi lotta per la propria sorte (penso a Jackson Morton e Thomas Gregory) e c‘è chi scivola nel baratro. Qui l‘atmosfera si fa cupa, decadente (esemplare è la prima ballata, Lilith). Si instaura una complicità emotiva tra personaggio e lettore quando il primo viene inghiottito nei baratri quotidiani che potrebbero capitare al secondo, o gli stanno già capitando.
Leggendo le nove ballate di Apocalypse Wow si resta meravigliati dal tuo eclettismo. É come se le nove ballate abitassero mondi distinti, parlassero lingue diverse. Appartenessero a differenti autori. Come ci riesci?
Credo che la mia scrittura rifletta una miriade di interessi che in vari momenti della mia vita nascono, si intrecciano o sono dimenticati. Nell‘arco di poche pagine si danno il cambio le mie passioni per la letteratura postmoderna americana (Pynchon, ma anche Wallace e Palahniuk), per il minimalismo glaciale di Ellis (penso alla seconda ballata, Weekend), per la fantascienza metallica di Ballard (in Paradise Now e Spazi di separazione). Spero si intraveda una goccia di sudore di Ellroy in Jackson Morton e Thomas Gregory, che è un noir vero e proprio. Fino ad arrivare a Non so perchè quando mi sveglio sembra una domenica normale, che rappresenta la trasposizione lucida di un orrore delirante. Arrivato alla fine vorrei che il lettore avesse il fiato spezzato.
Non posso che confermartelo, Apocalypse Wow non lascia davvero indifferenti. Letteratura a parte avverto nella tua scrittura grosse spinte musicali e cinematografiche. Ricordo che hai approfondito questi mesi in un programma radiofonico, alcuni mesi fa. Ce ne parli?
Cinema e musica sono onnipresenti e in qualche modo si infilano nel mio subconscio quando scrivo, guidando le storie dal profondo. Per il cinema penso a David Lynch, del quale ammiro la capacità di costruire un mistero che non si limita a incuriosire ma si insinua nelle ossa, trasformando lo spettatore e lasciandogli una patina di angoscia che resta incollata all‘uscita del cinema. La musica è invece decisiva non tanto per per i riflessi sulle trame, quanto per la cura che ripongo nel ritmo di singole frasi e dell‘intera narraazione: la musicalità per me è fondamentale, me ne accorgo subito quando sto leggendo un libro e le parole si inceppano. A quel punto non riesco a continuare, per quanto interessante sia la storia. La cadenza è fondamentale.
Perchè il print-on-demand dopo un editore tradizionale come Miraviglia editore? L‘avventura con Miraviglia per il mio primo romanzo (Macabre danze di sagome bianche, ndr) è stata positiva, mi ha aperto la strada al mondo letterario. Per i racconti ho voluto sperimentare UniBook perchè mi dà l‘opportunità di curare il volume in ogni suo aspetto, come se realizzassi un quadro. L‘aspetto grafico per me è decisivo, e non parlo solo della copertina. Chi legge Apocalypse Wow si accorgerà della particolarità con cui i dialoghi vengono rappresentati in modo differente tra una storia e l‘altra. Sono sempre in cerca di una reinvenzione visiva dei dialoghi che li renda più immediati, meno staccati dal resto del testo. Lilith, il primo racconto della raccolta, è stato anche il primo caso in cui ho sperimentato in questo campo: il risultato è tuttora uno tra i miei scritti preferiti, e quello che ha tracciato un solco tra il passato e un mio stile davvero personale.
Torniamo alla copertina. La sagoma bianca con le mani aperte in un buio senza uscita ha una semplicità che affascina. Come ti è venuta l‘idea?
L‘immagine è nata dopo il titolo della raccolta. Apocalypse Wow potrebbe suggerire una sorta di attaccamento euforico al concetto di Apocalisse; la copertina riporta invece a un mondo glaciale, in cui una sagoma umana stilizzata apre le braccia (in cerca di aiuto? Di assoluzione?) in un buco nero che l‘ha inghiottita. Amo i contrasti. L‘immagine può avere moltissimi significati, il fatto che resti incollata alla mente dal primo sguardo è il segno che colpisce a fondo.
Ultima domanda: in Apocalypse Wow citi più volte autori letterari e non (Douglas Coupland, ma anche Roger Waters e i Pink Floyd). Ci lasci con una citazione?
"I hurt myself today, to see if I still feel". Nine Inch Nails, colonna sonora ideale di Non so perché quando mi sveglio sembra una domenica normale.
Marco Visinoni ha presentato Apocalypse Wow insieme a UniBook alla Fiera del libro di Torino 2009
Scarica il nostro screesaver!!Pubblicare la tua raccolta di racconti e’ veramente facile grazie a UniBook. Ti consigliamo di consultare la sezione Prima di pubblicare per alcuni consigli pratici. Scarica anche la nostra guida gratuita alla pubblicazione.